BOYS PARMA 1977

Curva Nord

Io non sto con gli ultras (lettera)

27 - 05 - 2009

Lettera a www.boysparma1977.it

Io non sto con gli ultras di Parma

Ciao,
sono un tifoso della curva abbonato da 20 anni e non faccio parte del vostro gruppo.
Al contrario di quanto scritto dal tifoso con voi solidale io mi permetto invece di esprimere il mio totale disappunto (e non solo mio) del comportamento del vostro gruppo relativamente a quel maledetto sabato. La puntata di Bar Sport l'ho vista anche io e come è giusto che sia hanno dato spazio a messaggi a vostro favore e anche contro di voi per quello che è successo.
Nulla da dire sulla gravità di quanto accaduto, e sul fatto che la morte di un ragazzo di 19 anni è una cosa lancinante e tremendamente assurda, pensando poi a come è venuta. Ma ciò che non ritengo assolutamente giusto è che un gruppo di persone si prendano il diritto di fare sospendere la partita, come foste i padroni dello stadio e i portavoce anche di chi non fa parte del vostro gruppo.
Nessuno al momento della vostra richiesta di sospensione era pienamente consapevole della reale condizione del povero ragazzo, il quale, al momento del tragico episodio era si in gravi condizioni ma era anche stato tempestivamente soccorso dalla pubblica. Come sollevato da qualcuno nel corso della puntata di Bar Sport il vostro comportamento autoritario doveva a questo punto essere preso anche tutte quelle volte che in curva o in altri settori vi sono stati malori improvvisi di persone non facenti parte del movimento ultras, tutti devono avere la medesima considerazione davanti ad un evento di una certa gravità . Cosa questa mai accaduta ovviamente. Per questo e per il fatto che non siete voi i padroni ne dello stadio e ne della curva, sono rimasto molto deluso dal vostro atteggiamento nei confronti di chi non la pensa come voi, ricevendo addirittura minacce da qualcuno se non avessimo in massa abbandonato lo stadio... roba dell'altro mondo. Voi siete liberi di pensarla come volete, ma non avete nessun diritto di obbligare chi non la pensa come voi a fare cioè che voi volete... non esiste. Non volevate assistere più alla partita? Liberissimi di farlo, se le squadre fossero state d'accordo di sospendere la partita nessun problema... ma non è concepibile che siano i tifosi a decidere o meno se proseguire o no un evento sportivo in una circostanza come quella. Ognuno è libero di pensarla a proprio modo e se la stragrande maggioranza delle persone non la pensa come voi bisogna saper anche accettare il pensiero altrui. Il rispetto da voi menzionato più volte deve esserci da ambo le parti. Vi ho sempre stimato molto per il vostro attaccamento alla maglia e ai colori gialloblu, ma la prevaricazione dimostrata in questa circostanza è stata veramente fuori luogo.
Io non demonizzo gli ultras, ma nemmeno li metto su un piedistallo rispetto al pubblico comune.... come è giusto che sia.

PS: Spero pubblichiate questo mio pensiero e non solo quello di chi vi difende. Grazie..

Simone (Parma)

= = =

Risposta di www.boysparma1977.it

Ciao Simone,
il nostro sito non è un muro aperto a tutti. E' uno spazio del nostro Gruppo, in cui trovano posto le cose che decide il medesimo. Pubblichiamo ciò che riteniamo utile, capace di fare informazione in campo ultras, di esprimere il nostro pensiero e la nostra filosofia. La "par condicio" la si riserva alle competizioni e questa non la è. Abbiamo pubblicato la tua lettera anche se non la condividiamo integralmente, perché la sentiamo sincera e perché crediamo possa essere utile risponderti pubblicamente, per provare a rispondere a tutti quelli che possono pensarla come te. Anche se in merito abbiamo già emesso un comunicato specifico.
Sabato il Gruppo ha chiesto di sospendere la partita. E ha chiesto di sospenderla perché erano accaduti fatti del tutto straordinari, mai verificatisi (grazie a Dio) nel nostro stadio.
I tifosi/ultras vicentini chiedevano soccorso ai medici. La partita veniva sospesa (e a lungo). Ci giungeva voce (assolutamente attendibile) che un ragazzo era precipitato dal Settore Ospiti ed era in fin di vita. I vicentini abbandonavano il settore.
Quando abbiamo lanciato il coro "Sospendete la partita" ci ha seguito la maggior parte della Nord e la partita è stata sospesa. Poi è ripresa. Noi l'abbiamo giudicato inaccettabile, visto che le condizioni del ragazzo erano note a tutti, visto che i tifosi vicentini avevano abbandonato il settore. Se si può sospendere una partita per dei fischi ad un giocatore o per uno striscione, crediamo si possa sospenderla anche quando un ragazzo sta morendo.
In passato è successo che alcune persone abbiano accusato malori, anche seri, ma i fatti verificatisi sabato non erano mai successi. Per fare un esempio: contro l'Ascoli, quando uno spettatore della Tribuna ebbe un infarto, fu ricoverato al Pronto Soccorso anche un nostro membro, proprio per un sospetto d'infarto. Noi venimmo a conoscenza di entrambe le cose a fine partita. E finita la partita andammo all'ospedale.
Ma sabato è successo qualcosa d'estremamente più traumatico, che abbiamo vissuto tutti, quasi in diretta, in tutti i settori del Tardini. Un qualcosa che non poteva lasciarci indifferenti, eppure l'abbiamo vissuto diversamente. Qualcuno ne è rimasto scosso (più o meno profondamente), qualcuno se n'è fregato (più o meno altamente).
Ti ricordiamo che Eugenio non era un ultras, ma un semplice tifoso del Vicenza che, tra l'altro, andava da poco allo stadio.
Il messaggio che ha lanciato alla Curva un nostro rappresentate è stato che per noi la partita era finita lì, che ce ne andavamo, e che sarebbe stato sbagliato cantare e far festa. Quindi: chiedeva rispetto per la nostra decisione. Dopo poco, quando in tanti (di tutte le età) avevano già abbandonato gli spalti, da qualcuno partiva il coro "giochiamo, giochiamo". E lì qualcuno s'è veramente infuriato. E come dargli torto? Di fronte a tanta bassezza morale, a tanta insensibilità, a tanto egoismo, chi ha un briciolo di umanità (ultras o non ultras) non può che insorgere. Certo, sappiamo benissimo che non si può costringere la gente ad avere pietà, bontà e dignità, ma di fronte ad una simile ignominia chi ha ancora ha un po' di umanità si scandalizza. E noi ci siamo scandalizzati. Qualcuno s'è vergognato per chi aveva cantato e li ha compatiti, qualcun altro gli ha urlato offese. Ma chi non mostra sensibilità per un giovane che sta morendo, non dovrebbe patir troppo le nostre accuse. O forse è proprio il contrario: si è sensibili solo a sé stessi, e si chiede rispetto anche quando si commettono azioni disgustose. No. La coerenza degli ultras è proprio qui: ci si comporta da uomini, sempre. Si affrontano i vivi, si rispettano i morti. Chi non ha rispetto per i morti è un'infame, e lo è sempre, che sia in curva a Piacenza o che sia in curva a Parma.
Qua non si tratta di cose opinabili ma di punti fermi. Ci si deve rispettare anche quando la si pensa diversamente, ma anche: certi comportamenti (e ci riferiamo al "giochiamo, giochiamo") sono intollerabili, e non perché lo dicono i Boys, ma perché sono un evidente monumento al cinismo. E' questa la società che ci fa la morale? Quella che vuole giocare mentre vive nella tragedia? (Ovviamente parliamo in generale, e non ci riferiamo a te in alcun modo). Comunque: anche se tutti, noi no.
Detto questo, atteggiamenti aggressivi risultano del tutto inutili, sbagliati e controproducenti, ma rientrano in quel contesto. Ti ricordiamo comunque che tutto è rimasto nel campo verbale, e che le offese (credici) sono state reciproche. Ti ricordiamo anche che in riferimento al tema in oggetto non abbiamo avuto l'esclusiva dell'arrabbiatura. Come noi si sono infuriate anche altre persone (più o meno vicine al Gruppo). Molti nostri rappresentanti, per altro, avevano già abbandonato lo stadio ed erano diretti all'Ospedale.

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